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Pano-MAXX

 


La mia esperienza con le teste panoramiche inizia diversi anni fa con l’acquisto, quasi per curiosità, di una Panosaurus.

Il primo impatto non fu dei migliori a causa della costruzione molto “casereccia” della suddetta testa che, invero, funzionava comunque decisamente bene con fotocamere leggere (all’epoca usavo una compattissima DSLR Olympus E-410).

Nel passaggio ad attrezzatura più pesante però l’inadeguatezza di tale testa si fece subito sentire e così passai ad una Lightcraft Workshop Panovision2 spinto anche dall’apprezzamento del marchio nei filtri ND variabili (vedi recensioni qui)

La testa risultò ottima per l’uso con attrezzatura pesante portando però con se un handicap: il peso decisamente elevato!!!

Ecco quindi l’interessamento per teste panoramiche leggere ma ben costruite e capaci di reggere carichi cospicui mantenendo un ottima funzionalità e un deciso smorzamento delle vibrazioni.

La scelta, non semplicissima, tra i vari marchi è caduta sulla testa Pano-MAXX di fattura teutonica.

Il prodotto è accreditato delle seguenti caratteristiche dichiarate dal costruttore:

 

 

Caratteristiche tecniche:


- Build of black coated aluminium and weights only 0,7 kg.

- Very stable construction, zero vertical flex, can take 3Kg load

- Scales on all axis for fast alignment

- Carrying bag optional available

- Hot-shoe spirit level to align camera horizontaly optional available

- 22,5° + 30° + 36° detent discs included ( many other detent discs available -here-)

- + - 30mm T-Adapter for off center tripod hole cameras optional available

- fits also for XXL cameras like "Canon 1ds MIII" or "Nikon D3"

- 2 year warranty, "Made in Germany" 

 

 

La testa giunge in una scatola di cartone rigido e all’interno vi è un libretto di istruzioni per il settaggio della testa stessa:


 

manuale

 

 

Il manualetto di 11 pagine è abbastanza completo riguardo al set-up della testa ma se devo porgere una critica avrei trovato molto interessante una tabella, (peraltro reperibile già in rete…) con le quote da utilizzare data una specifica accoppiata corpo fotocamera/obiettivo.

Nessuna paura, potete trovarla qui (-> clicca!) oppure semplicemente operare come illustrato nel manuale istruzioni allegato.

Oltre alla testa stessa è presente una busta con due piastre metalliche che, come vedremo in seguito, servono a settare l’angolo di scatto nella rotazione della testa.

Angolo di scatto che è funzione dell’angolo di campo dell’obiettivo usato ma questo lo vedremo poi!


 

piastrine

 

 

 

Tornando agli accessori contenuti sarebbe stato d’uopo trovare una saccoccia per riporre la testa finito l’uso: certo è che il prezzo di acquisto della Pano-MAXX è già ridotto all’osso e quindi il costruttore ha preferito aggiungere tale opzione come acquistabile a parte in fase di ordine o in after-market per permettere a parità di prezzo di offrire la miglior qualità possibile della suddetta testa.

Veniamo ora al pezzo forte però: la Pano-MaXX!!!

Una volta estratta la busta di cellophane che la contiene, notiamo il blocco che a prima occhiata sembra tutto fuorchè una testa panoramica:

 

 


conf-trasporto

 

 

 

In realtà questa è la “configurazione da trasporto” che consente di ottimizzare e minimizzare l’ingombro della testa stessa.

Notiamo comunque l’ottima lavorazione CNC delle singole parti in alluminio ricavato dal pieno e le precise serigrafie al laser:


 

particolari

 

 

 

 

Da segnalare le manopole in un ottima gomma con effetto “touch” dall'elevato comfort ed ergonomia:

 

 

manopola

 

 

 

 

SET-UP

 

 

 

Veniamo ora al set-up della testa stessa!

Innanzitutto dobbiamo passare alla “configurazione da lavoro”: allentiamo dapprima la manopola A come in figura in modo da rendere accessibile la testa zigrinata di color argento contrassegnata con la lettera B:


 

smontaggio-1

 

 

Ora svitiamo tale vite argentata in modo da ricavare due blocchi distinti come segue:


 

blocchi-separati

 

 

 

Prendiamo la parte inferiore della testa e capovolgendola noteremo un foro principale al centro del grosso cilindro d’alluminio (indicato con Fp) e un foro più piccolo (indicato con Fs):

 

 

blocco-inferiore

 

Fs serve semplicemente a regolare la fermezza dello scatto angolare nella rotazione della testa.

Fp è il foro di montaggio della testa ad un cavalletto o ad una base livellante o ad una testa.

Siccome i treppiedi hanno solitamente una vite da 3/8 di pollice mentre le teste ne hanno una da 1/4 di pollice, ecco che all’interno del foro vi è un adattatore in acciaio che se lasciato in posizione consente di avvitare la Pano-MAXX ad una testa fotografica o ad una piastra a sgancio rapido: se svitata tramite cacciaviti con taglio a lama si può montare la Pano-MAXX direttamente su un treppiede o su una base livellante (che consiglio assolutamente).

Al momento della recensione non disponevo di una suddetta base e ho quindi preferito lasciare in posizione l’adattatore per poter montare la Pano-MAXX su una testa a cremagliera (userò un ottima Manfrotto 410J).

Avvitiamo quindi in senso orario la panomaxx su una piastra Manfrotto 410PL come sotto:


 

montato-su-410pl

 

 

 

Montiamo quindi l’insieme piastra-PanoMAXX sulla 410j che in seguito sarà saldamente montata a sua volta su un treppiede Manfrotto Triman 028:

 

 

montaggio-1

 

 

Apro una parentesi: la Pano-MAXX fa della leggerezza uno dei suoi cavalli di battaglia.

E allora perchè un treppiede così pesante?

Beh semplicemente perchè per testare la stabilità della testa volevo un basamento "rock-solid" in modo da rilevare in modo accurato quanto la testa risultasse "rocciosa" e quali fossero appunto i suoi limiti intrinseci! 


Prendiamo ora il secondo blocco della Pano-Maxx:


 

 

blocco-superiore

 

 

Svitiamo la manopola rimasta per’ora inutilizzata facendo estrema attenzione a non perdere la ranella in teflon indicata con la lettera Tf:


 

smontaggio-2

 

 

 

Posizioniamo ora la parte soprastante della testa panoramica su quella sottostante nel seguente modo, riavvitando la manopola da sotto in modo da ritrovarci la testa montata in configurazione da lavoro.

Tf va SEMPRE a contatto con la manopola!


 

montaggio-2

 

 

 

Ci troviamo ora con la testa montata ma doppiamo settarla in base al risultato che vogliamo ottenere e all’insieme fotocamera/obiettivo.

Con una testa panoramica sferica siffatta si possono realizzare una moltitudine diversa di lavori: dalle foto panoramiche propiamente dette alle foto con proiezione sferica o cilindrica o Equirettangolare alle “Gigapan”, dai “Little Planet” ai QTVR (Quick Time Virtual Reality).

Qui di seguito sono presentati tre esempi, rispettivamente un panorama con proiezione equirettangolare, un Little Planet e infine un QTVR, tutti prodotti da un'unica sessione di scatti (vedi anche foto d'apertura che rappresenta una variante della prima equirettangolare qui di seguito riportata):

 

 

 

vittoria3


 

vittoria-lp

 


 

 


Ora in base al risultato voluto si sceglierà un ottica con la rispettiva fotocamera e in base a questo insieme si setterà la testa in modo da iniziare il lavoro di ripresa.

Ad esempio pensiamo di voler realizzare un QTVR da postare sul web.

Questo lavoro presuppone di avere una risoluzione non elevatissima: ciò porta ad una scelta della lente che prediligerà mediamente un angolo di campo che minimizzi il numero di scatti da acquisire e quindi anche il tempo di ripresa stesso (maggior risoluzione è mediamente non richiesta in applicazioni per il web di questo tipo a meno di richieste particolari).

Solitamente per questo genere di lavori uso un fish-eye full frame(ovvero un obiettivo con angolo di campo di 180° lungo la diagonale principale del frame) appunto per minimizzare il numero di scatti e quindi i tempi di lavorazione e il peso dei file.

Per beneficiare del suo angolo di campo dovremmo montare l’obiettivo su un corpo full frame 24x36mm (da non confondere questa dicitura “full frame” con quella sopra riportata relativa all’obiettivo: hanno significati diversi!!) e solitamente difatto utilizzo una Canon EOS 5D Mark II.

In questo caso per completare una sferica che copra tutto lo spazio con un accoppiata come quella sopra riportata, basterebbero 6 scatti, uno ogni 60° più uno scatto per lo Zenith e uno per il Nadir.

Ecco quindi il dato importante: scatti ogni 60°!!!

In pratica significa che dovremo montare sulla testa una piastra che consenta di avere i fermi di 60° in 60°.

Riprendiamo quindi le piastre che ci sono state fornite.

Abbiamo in totale 3 piastre fornite da rispettivamente 16, 12 e 10 click ovvero da 22,5°, 30° e 36° (opzionalmente si possono avere altre piastre acquistabili qui (Clicca!) al costo di 5€ cadauna).

Nota: tale set di piastrine garantisce la possibilità di usare obiettivi da 7mm a 45mm con una sovrapposizione delle foto (overlap) tra il 30% e il 50%!

 

Quella che ci servirebbe nel caso del fish è proprio quella già montata di serie ma se fosse servita un'altra piastra, basta svitare  la manopolona metallica riportante la serigrafia PANO-MAXX e procedere come illustrato nel manuale allegato ovvero alzare la parte sovrastante della testa senza perdere il cuscinetto a cilindri, sostituire la piastra metallica e rimontare il tutto: questione di 30 secondi!

Dicevamo che la piastra indicata sarebbe quella già montata di serie che vanta 12 scalettature ovvero consente un “clic”ogni 30°: nel nostro caso 2 click corrisponderanno perfettamente all’angolo richiesto (60°).

 

Purtroppo in sede di test non ho con me il mio fido occhio-di-pesce e così useremo un comune Canon EF 17-40mm f/4 L USM: vediamo quindi all'atto pratico come usare la nostra Pano-MAXX con siffatto obiettivo!

Iniziamo con il montare la fotocamera alla testa: qui si sente la mancanza di uno sgancio rapido, pecca dovuta al contenimento di peso e costo che porta però a dover riposizionare la giusta distanza del corpo sulla testa ogni volta che smonteremo o rimonteremo la macchina fotografica.

Avrei gradito uno sgancio compatibile Arca Swiss (ormai uno standard de facto…) anche per rendere il tutto più ergonomico nell’uso:in fase di montaggio e/o di settaggio della testa bisogna fare MOLTA attenzione affinchè l'asse dell'obiettivo segua l'asse del braccio su cui si monta la fotocamera stessa!

Vero comunque che se si avesse tale possibilità (in fondo basta comprare a parte un clamp e avvitarlo!) per passare poi alla configurazione di trasporto della testa si dovrebbe comunque riposizionare e smontare il clamp (procederò a breve in tal senso semplicemente riponendo a fine lavori la testa senza rimontarla in configurazione da trasporto!).

 

 

montaggio-3

 

 

Veniamo ora alla procedura più importante: il corretto posizionamento dell’ insieme corpo macchina/obiettivo sulla testa al fine di eliminare gli errori di parallasse (scopo per cui si compra tra l’altro una testa simile!!!).

Senza dilungarmi troppo, dico che faccio un primo posizionamento grossolano basandomi sui dati riportati a quest’ottimo link (Clicca!)

Ricavo quindi nel mio esempio che, riferendomi alla nomenclatura riportata nel link, ho le seguenti misure relative al corpo macchina Canon 5D mark II :

 

= 43,5mm

L1 = 38,5mm

C = 0mm

 

Nel caso dell'obiettivo si ha che la distanza della pupilla d'entrata varia al variare della focale.

Siccome nel nostro esempio si ricerca una bassa risoluzione cercheremo di minimizzare gli scatti e quindi usare l'angolo di campo maggiore possibile che nel nostro caso si concretizzerà impostando la focale a 17mm. (il discorso è lungo e questa non è la sede adatta per discutere sul perchè con tale obiettivo tale scelta non è la migliore....).

Si ha quindi: 

 

L2(@17mm) = 71mm

 

Da questi dati ricavo che la distanza da settare sul braccio inferiore della Pano-Maxx è proprio H ovvero 43,5mm:

 

 

43

 

 

Mentre sul braccio superiore è di L1+L2 = 109,5mm:

 

 

109

 

 

Ricordo che la distanza massima di tale misura ammessa nella Pano-MAXX è di 150mm e quindi insiemi fotocamera/obiettivo che superano questo valore del punto nodale non possono essere usati con tale sistema.

Altresì la misura H compatibile con questa testa va da 15mm a 81mm e copre di fatto la quasi totalità delle fotocamere esistenti.

Successivamente opero in live-view (per aumentare oltremodo la precisione e minimizzando quindi gli errori di parallasse) facendo aggiustamenti di fino usando due oggetti filiformi come riporta questa pratica e ben fatta guida di Photoactivity (Clicca!) , con l'aggiunta del live-view e controllo a monitor di un portatile collegato al corpo macchina tramite EOS utility.

(in tal modo l’errore è minimo e i software di stitching lavoreranno molto bene senza troppi problemi!)

Detto ciò abbiamo completato il set-up della nostra testa!

 

 

 

 

SUL CAMPO

 

 

 

 

Arrivati sul campo posizioneremo il treppiede nel punto che sarà il centro del nostro futuro QTVR.

Per avere un risultato meno laborioso possibile e facilitarci nello stitching delle foto dovremmo mettere in bolla la nostra strumentazione usando come riferimento la pratica bolla presente sulla nostra Pano-MAXX:


 

bolla

 

 

 

Ecco che torna utilissima la presenza della testa manfrotto 410j o come detto di una base livellante: tramite i controlli micrometrici a cremagliera (estremamente precisi) potremmo mettere facilmente in bolla la nostra testa panoramica (da questo punto di vista preferisco invero la base livellante...)

Fatto ciò posizioniamo il braccio superiore della testa panoramica a 0° in modo da avere il sensore normale al piano di terra (perpendicolare).

Con l'obiettivo usato, per coprire completamente lo spazio circostante, dovremo effettuare al MINIMO una serie di 8 scatti ogni 45° con un pitch (ovvero l'inclinazione del braccio superiore su cui si monta la fotocamera) di - 30°, una serie di 8 scatti ogni 45° con un pitch di + 30°, uno scatto per lo zenith e uno per il nadir.

Se avessimo avuto un fish-eye full frame invece sarebbero bastati 6 scatti (uno ogni 60° ) più uno scatto per lo Zenith e uno per il Nadir (ricordate?).

Quindi il nostro ultragrandangolare da 17mm comporta un minimo di 18 scatti per completare un QTVR contro gli appena 8 scatti dati da un fish-eye diagonale da 16mm. 

Tornando al discorso delle piastrine, dovremo montare la piastrina da 16 click, ovvero quella che permette un click ogni 22,5°.

Ma perchè?

Beh perchè si ha che ogni due click l'angolo di rotazione è proprio di 45° ovvero quello cercato!

Una volta cambiata la piastrina effettuiamo quindi una prima misurazione della tripletta ISO/tempi/diaframmi e operiamo in manuale con un WB anch’esso manuale (questo per avere uniformità di resa, colore etc tra fotogramma e fotogramma).

Operiamo tramite comando remoto (scatto a filo, scatto a infrarossi o come volete) tramite specchio alzato e/o tramite live view (in modo da minimizzare le vibrazioni) e dopo aver ruotato il braccio a -30° effettuate il primo scatto.

Ruotate ora di due click la base rotante della testa (ricordate? Abbiamo appena detto che con la piastra montata avete un click ogni 22,5° ma a noi servono 45° ovvero 2 click!!) ed effettuate il secondo scatto.

Operate in questo modo fino a completare gli 8 scatti!

Rieseguite altri 8 scatti con un pitch questa volta di + 30°: per farlo basta semplicemente aprire il manopolone che tiene il braccio superiore, ri-settare l'inclinazione e stringere il manopolone.

 

Ora per lo zenith la situazione è semplice: ruotate il braccio superiore a + 90° ed effettuate lo scatto!

Per il Nadir invece sorgono i soliti, annosi, problemi.

Un ottima soluzione che mi sento di consigliarvi, è riportata sul sito di Studio Argento al seguente link (Clicca!)

Sarebbe inoltre da discutere ora su tecniche avanzate di scatto come ad esempio l'HDR (una sferica ha quasi sempre una gamma dinamica enorme considerando che in esterni il sole è spesso presente ma non è questa la sede: ci sono decine di siti appositi e casomai ne riparleremo in apposita sede.

 

Ora, una volta effettuati i 18 scatti del nostro esempio si procede allo stitching con i più disparati software: chi usa PTgui (io ad esempio! :P ) chi Hugin, chi Panoweaver etc…

Rimando ad esempio agli ottimi tutorial di Marco Stucchi per approfondire meglio la questione: clicca!

 

Tornando alla nostra testa dopo alcune sessioni di prova posso dire che la stabilità è di tutt’altra fattura rispetto alla Panosaurus pur avendo le due costi non troppo dissimili (la Pano-Maxx costa 159.00€ + s.s. presso il sito del produttore -> clicca!) e ben lontani da quelli di Nodal Ninja oppure di 360precision o di Manfrotto.

Rispetto alla Panovision2 la stabilità è simile, viene offerto in meno lo sgancio rapido (che trovo la pecca maggiore della Pano-MAXX) e c’è una maggior laboriosità per settare l’angolo di rotazione della testa.

Tuttavia il costo è assai minore, il peso pure e la fluidità della rotazione e dei click è fortemente a favore della Pano-MAXX che vanta due cuscinetti a cilindri, caratteristica non presente neanche nelle più costose Nodal Ninja.

 

Direi quindi che ci troviamo di fronte ad un best-buy per questo genere di prodotti: costo contenutissimo considerando caratteristiche e lavorazioni ed efficacia garantita!

Decisamente un ottimo acquisto per chi si diletta in QTVR, foto sferiche o cilindriche o virtual tour e vuole un buon prodotto, leggero, economico e ben fatto!

 

 

Eccoci quindi alla solita tabella riassuntiva:

 

 

PRO

  • Costruzione ottima;
  • Serigrafie al laser molto visibili;
  • Ottima stabilità;
  • Peso contenuto;
  • Ottima precisione nella rotazione grazie ai cuscinetti a cilindro;
  • Manopole di ottima fattura ed ergonomia;
  • Prezzo.

 

CONTRO

  • Mancanza di un clamp a sgancio rapido per la fotocamera;
  • Sistema di regolazione dell’angolo di rotazione (click) più laborioso dei concorrenti.

 

 

 

 

 

Copyright Barletta Cosimo – 2011

Tutte le foto di proprietà di Barletta Cosimo salvo ove diversamente specificato.

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